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Progetto Last Minute Market

Progetto Last Minute Market 

Il Meetup del Movimento 5 Stelle Scafati (ass. Scafati in MoVimento) ha proposto all'amministrazione Comunale un progetto che sta prendendo sempre più piede in Italia. Il Last Minute Market.
Ma cos’è il Last Minute Market e come nasce?
In Italia ogni anno vanno sprecati prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili per un ammontare di 1,5 milioni di tonnellate (stima che aumenta di anno in anno), pari a un valore di mercato di 4 miliardi di euro. Finiscono ogni giorno in discarica o nell’inceneritore 4000 tonnellate di alimenti, il 15% del pane che gli italiani acquistano, il 18% della carne e il 12% di frutta e verdura. Secondo l’Adoc, un’importante associazione in difesa dei consumatori, ogni nucleo familiare in Italia getta via 584 euro di prodotti alimentari. Forse più efficace dei numeri è pensare a quanta materia si accumula nei retrobottega dei supermercati alla fine di ogni giornata. E’ sufficiente fare la spesa in un ordinario per capire quanto pieni sono ancora gli scaffali della panetteria, dei latticini, della carne, del pesce, delle verdure. Prodotti che domani non verranno venduti e che verranno portati alle discariche.
C’è qualcuno però che ha pensato che invece quella materia, ancora in gran parte utilizzabile, potesse essere utile. Si tratta di un gruppo di ricercatori della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna che ha iniziato a studiare la possibilità di gestire in modo diverso il processo di distribuzione del cibo e a pensare che il ciclo di vita di un prodotto non debba per forza fermarsi alla fine del primo stadio di consumo, ma possa essere prolungato. Da questa intuizione è nato il Last Minute Market, un’idea diventata ormai una start-up con iniziative attive in tutta Italia. Il prof. Segré, uno dei fautori del LMM, racconta così il progetto: Last significa ultimo, ma con un doppio senso: l’ultimo minuto perché dobbiamo fare in fretta, i prodotti scadono, sono danneggiati, li dobbiamo consumare presto, ma ultimo anche perché i beneficiari sono gli ultimi della società.

Il meccanismo virtuoso studiato dal Last Minute Market mette in collegamento l’impresa che vuole donare il prodotto con le Associazioni no profit (Caritas ed altre) che lo possono ricevere per fornire pasti a persone in condizioni di disagio economico e sociale. I primi ci guadagnano perché non devono sobbarcarsi i costi di trasporto e smaltimento, i secondi perché non devono acquistare la materia prima pur potendo assicurare alimenti validi e buoni. E’ la soluzione win win in cui entrambi gli attori in campo vincono, e non solo loro. Se pensiamo che ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, è facile capire come il prolungamento della filiera produttiva equivale anche a un grosso sconto sui costi dell’ambiente e sui costi della collettività. Come sia possibile coniugare risparmio in termini ambientali ed economici lo dimostra il caso della Provincia di Ferrara che fin dagli inizi ha aderito al progetto LMM. In base al decreto Ronchi che trasforma la tassa sui rifiuti in tariffa di igiene ambientale, facendo pagare non in base alla superficie degli esercizi ma in base alle quantità smaltite, è stato possibile applicare degli sconti a quei dettaglianti che recuperavano il cibo invece di gettarlo. Si è passati così dagli 8.100 € recuperati nel 2005 ai 15.900 € del 2010. Il progetto si è così espanso, raggiungendo risultati notevoli, grazie al coordinamento di Centri Commerciali, piccola distribuzione, mense ospedaliere e quelle per i poveri, basti guardare nella provincia di Ancora dove si è arrivati ai 20.000 kg di alimenti recuperati o nelle scuole di Bologna con 800 kg di Frutta e 1100 kg di pane, sempre nel 2010.
Per lottare contro lo spreco bisogna promuovere un’azione di sviluppo auto-sostenibile a livello locale che sfrutta la prossimità riducendo lo spazio e il tempo in modo che siano evidenti i benefici diretti e indiretti di quest’azione e le sue ricadute positive, raccogliendo e consumando sempre in una zona ristretta di territorio in modo da non avere costi di conservazione e di trasporto. Il Last Minute Market non si è fermato a considerare solo il ciclo degli alimenti. Si è declinato il modello anche nel settore dei libri (Last Minute Book), dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici (Last Minute Pharmacy), dei raccolti (Last Minute Harvest). Ognuno di questi ambiti sta conoscendo una sua applicabilità reale: nella provincia di Parma si sono raccolti circa 4.000 libri da destinare a Biblioteche per anziani, mentre a Cesena si è attivato un percorso di recupero dei prodotti agricoli sul campo destinato alla Comunità Papa Giovanni XXIII.
L’obiettivo del LMM è ben più alto, però. E’ culturale. Portare agli occhi della gente lo scarto, quantificare lo spreco, valorizzarlo in termini di costi significa spesso creare le condizioni per diminuirlo. In questa direzione si moltiplicano anche le cene degli avanzi che tanto successo stanno riscuotendo in giro per l’Italia: si è iniziato con quella aperta in piazza per 1.000 invitati durante il Festival Torino Spiritualità e si prosegue con quella organizzata da Slow Food al termine del Salone del Gusto.

A seguito di questa descrizione del Progetto LMM, gli esponenti del Meetup del M5S Scafati (ass. Scafati in MoVimento) propongono a codesta Amministrazione di:

  1. Discutere della suddetta proposta in Consiglio Comunale e trovare il metodo utile per la realizzazione della stessa;
  2. Proporre questo progetto alle catene alimentari/farmaceutiche/agricole/letterarie presenti sul territorio scafatese;
  3. Coinvolgere le Associazioni No Profit ed individuare quelle disponibili a tale scopo;
  4. Iniziare una campagna di sensibilizzazione sul territorio per promuovere il progetto e farlo conoscere alla cittadinanza.
Ass. Scafati In MoVimento (Movimento 5 StelleScafati)

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